100 cose che abbiamo imparato per 100 articoli pubblicati

Per chi è alle prime armi e ha sempre visto la scrittura d’opinione dagli spalti, salire sul palco rappresenta un’esperienza esaltante e traumatica al tempo stesso. Dopo cento articoli pubblicati su Deeplay.it, abbiamo fatto qualche passo avanti. Quest’articolo vuole essere un momento di incontro e apertura della Redazione con i lettori, per mostrarvi il nostro lato più caciarone e, sì, insomma, cazzone. Ecco cosa abbiamo imparato:

  1. Gli articolisti sono il male del mondo;
  2. Gli articolisti sono il male del mondo, dopo i grafici;
  3.  Non fare incazzare l’editor;
  4. Se scrivi e sei del Sud, ricordati che esiste anche l’imperfetto;
  5. Senza fibra muori male;
  6. Se pensi: “Stasera sono libero. Overwatch”, qualcosa sul sito andrà in palla e dovrai sistemare tutto;
  7. Se scrivi A, probabilmente tutti leggeranno B;
  8. Non importa quello che scrivi, l’importante è il titolo;
  9. Nei mesi degli esami universitari, usciranno capolavori su capolavori;
  10. Se critichi qualcosa, qualcuno ti dirà: «Allora fallo tu»;
  11. Se esalti qualcosa, qualcuno ti dirà: «Prezzolato»;
  12. Se esalti qualcosa ma fai notare che non hai pubblicità sul sito, qualcuno ti dirà: «Demente»;
  13. Se usi “dimora” al posto di “casa”, qualcuno ti dirà: «Smettetela di fare i professori»;
  14. Si può andare oltre le recensioni;
  15. È molto più difficile spiegare perché quella cosa piace piuttosto che perché non piace;
  16. Sappiamo come si scrive la E maiuscola accentata;
  17. Se mandi un messaggio vocale da quattro minuti alla redazione, non lo ascoltano;
  18. Se uno del Sud dice: «Mangio e ti chiamo», significa che hai almeno un paio d’ore di tempo;
  19. Se per una volta riutilizzi un rigo tradotto da un altro sito, sette secondi dopo se ne verranno a lamentare;
  20. Scrivere può essere gratificante;
  21. Scrivere è snervante;
  22. Il dialogo non è sempre possibile;
  23.  Il dialogo è sempre preferibile;
  24. «L’articolo arriva martedì» non significa per forza in questo mese;
  25. Se ti mandano un codice per Steam, ti si fonderà il PC o ti romperai il braccio;
  26. Del tempo per riflettere su un titolo appena finito, anziché divorare il prossimo del backlog, è tempo ben investito;
  27. Il backlog non esiste, esistono solo tante opportunità per un articolo;
  28. Può essere bello essere contraddetti o smentiti;
  29. C’è tanto odio;
  30. C’è veramente tanto, troppo odio;
  31. Nel momento in cui lanci il tuo articolo sul montaggio analitico, Nintendo annuncia l’universo e nessuno ti caga;
  32. Se sponsorizzi su Facebook, preparati alla guerra;
  33. Non esistono titoli a effetto. Solo clickbait o il nome del gioco. Nessuna via di mezzo;
  34. Tira più un pelo di Tripla A che cento indie;
  35. Le citazioni su Facebook spaccano;
  36. Fanculo WordPress;
  37. Se carichi un’immagine sull’articolo, distruggerà la formattazione;
  38. Fare liste non è semplice;
  39. Se crei un chat Facebook per organizzarsi facilmente, finirà che parlerete dell’Albero azzurro e del referendum costituzionale;
  40. Non importa se in cento ti fanno i complimenti. Quel «mah, tutte cazzate» lo porterai nella tomba;
  41. La sua, tomba;
  42. Dormi sempre molto, perché il codice arriva cinque ore prima del D1 e devi giocare fino a notte fonda per poi scrivere;
  43. I voti esistono perché scrivere la conclusione è il male di vivere;
  44. Se a tutti piace, non significa nulla;
  45. Se a tutti non piace, non significa nulla;
  46. Se divide, è interessante;
  47. Se un video mostra qualcosa, non significa corrisponda alla realtà;
  48. Le interviste hanno una data, un contesto, dei significati;
  49. La durata è in assoluto l’elemento che più interessa ai videogiocatori;
  50. Sotto i 20€ è indie, non importa chi lo fa;
  51. Sopra i 40€ è Tripla A, non importa chi lo produce;
  52. Fare liste è veramente difficile;
  53.  Se chi gestisce il sito dice «Ora ci penso», significa che sono cazzi tuoi;
  54. Dobbiamo mettere i banner pubblicitari;
  55. Se scrivi un post ironico su qualcuno senza citarlo, dopo tre millesimi di secondo spunterà nei commenti con “Rosik”;
  56. È possibile esprimere in italiano concetti come “headshot” o “instapic”;
  57. È difficile esprimere in italiano concetti come “teabagging”, perché culturalmente legati all’inglese;
  58. Il regno dei plug-in è oscuro e maledetto;
  59. Non mangeremo mai più cookie in vita nostra;
  60. Tempo e pazienza, altrimenti lascia stare;
  61. La soddisfazione che provi nel ricevere i complimenti dell’autore per l’analisi del gioco, è senza eguali;
  62. Quando qualcuno che rispetti apprezza i tuoi lavori, ti senti ripagato;
  63. Quando qualcuno che non rispetti critica i tuoi lavori, ti senti ripagato;
  64. I commenti di chi non ha letto superano il 90% del totale;
  65. Non criticare Dark Souls;
  66. Non criticare leggermente Dark Souls;
  67. Direttamente, non parlare di The Last of Us;
  68. Se sfruttano la tua bacheca per condividere i loro articoli da cinque anni, non significa che tu possa chiedergli una condivisione in quattro mesi, devi pagare;
  69. Appena avvii un sito, l’amichetto amicissimo che gestisce il sito X all’improvviso scompare;
  70. Appena avvii un sito, l’irascibile scontroso all’improvviso diventa amichetto amicissimo;
  71. È bello scrivere;
  72. In attività del genere, si conoscono persone bellissime;
  73. In attività del genere, si conoscono persone… così;
  74. Numeri, classifiche e frazioni possono anche essere messi da parte, si riesce comunque a fare un’analisi chiara e diretta, evidente nelle intenzioni e nelle valutazioni;
  75. Discutere di altri medium arricchisce il dibattito generale;
  76. Si migliora molto in inglese;
  77. Quando senti l’editor che dice: «C’è un problema qui», scappa e non voltarti;
  78. Quando mandano un codice, è anche possibile recensire negativamente il gioco, magari ne avrete persino un altro;
  79. Condividere un articolo in un gruppo equivale a offendere pesantamente la famiglia degli altri iscritti;
  80. Avere un’idea è diverso dal metterla in pratica;
  81. Rocket League capolavoro;
  82. Se i requisiti del gioco inviato per la recensione sono bassi, affidalo comunque a chi ha il PC della NASA;
  83. I videogiochi sono una cosa seria!
  84. Se durante l’anno organizzano due fiere sul videogioco interessanti e a portata di mano, saranno in contemporanea;
  85. Per i criteri di WordPress, tutti i lettori sono dementi;
  86. Il SEO è una creatura vivente, e ci odia;
  87. Non fare mai una lista che superi i dieci numeri;
  88. La scena indipendente italiana è viva e merita molta attenzione;
  89. Non pretendere che si capisca sempre ciò che hai scritto, perché potresti averlo scritto male;
  90. Non pretendere che si accetti sempre ciò che hai scritto, potrebbe dare fastidio;
  91. Ci vuole tanto coraggio per mettersi in gioco in determinati contesti;
  92. Rocket League capolavoro;
  93. La violenza verbale è gratuita e onnipresente, non puoi sfuggire;
  94. Bisogna leggere tantissimo altri siti e giornali. Danno idee e spunti;
  95. Quando leggi gli altri siti criticarti nei gruppi privati, le risate sono impagabili;
  96. Scrivere migliaia di caratteri e vedere la discussione concentrarsi solo sul titolo, è demoralizzante;
  97. YouTube è un mezzo, non una categoria, così come WordPress o chi per lui;
  98. I grassetti sono brutti;
  99. Amiamo fare questa cosa;
  100. Sono stati 100 articoli di limitazioni, problemi e incazzature, ma anche soddisfazioni e ricompense.

Grazie, a tutti voi.

 

Claudio Cugliandro

Anche se ama parlare solo di titoli indipendenti e di dissonanze, in realtà il suo passatempo preferito è sparare agli alieni insieme agli amici.
Fondatore di Deeplay.

Website:

Post a Comment