Abzû – Esplorare l’infinito

«Quando ancora non esistevano né i cieli né la terra sottostante, Abzû, l’oceano d’acqua dolce, era lì, il primo, il creatore, e Tiamat era il mare di acqua salata, colei che resse il tutto; mescolavano le loro acque, e nessun pascolo era stato ancora formato, e neppure una canna di palude» (dall’Enûma Eliš, mito della creazione Babilonese)

Per l’uomo, il mare ha sempre rappresentato un luogo misterioso, segreto, simbolo dell’ignoto ma anche di libertà. Nonostante il progredire della scienza e delle nostre capacità razionali, gli abissi dell’oceano sono ancora oggi un mistero per noi. Eppure, migliaia di marinai, ricercatori, scienziati e studiosi dedicano la loro vita all’infinito mondo subacqueo, cercando di scoprirne segreti e storie nascoste. Abzû riesce a essere la sintesi interattiva di questo rapporto atipico dell’uomo con la natura di quei luoghi.

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Il nostro ruolo come centro dell’esperienza viene costantemente ribaltato in Abzû, proprio come in Journey.

Grazie all’uso di una telecamera intelligente, di una colonna sonora splendida, e della direzione di un genio del medium videoludico come Matt Nava, ogni secondo di Abzû è un confronto diretto con le nostre paure, i nostri desideri e i nostri sogni legati al mare e al suo mito. Mito che è proprio l’oggetto narrativo dell’intera esperienza, basata sulla ricostruzione interattiva di uno dei topoi letterari per eccellenza di questa specifica categoria: la nascita della vita, il ruolo dell’umanità come figlia e progenitrice, la natura come potenza illimitata e inarrestabile.

Matt Nava aggiunge però al tutto un sapore moderno, arricchendo la nostra esperienza di gioco con la possibilità di esplorare e studiare le singole ricostruzioni marine che, con cura maniacale, sono state realizzate. Ogni singola creatura fa parte di un ecosistema totalmente autosufficiente, con intelligenze artificiali esclusive e tipiche di ogni singola razza o specie. Inoltre, al più tradizionale tema mitologico, Nava aggiunge una potente ed evocativa sequenza di scontro tra  la natura e l’industria, e quindi il simbolo moderno più terrificante, quello del mare che comunque nulla può contro il male impersonificato del nostro pianeta: l’uomo, e le sue costruzioni.

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Il gioco è una meraviglia costante per l’impatto visivo e sonoro che garantisce durante tutta l’esperienza.

Ed è proprio sulla scia di questo scontro che potrebbe facilmente tornare in mente Flower, il vero titolo a cui Matt Nava sembra essersi ispirato per Abzû. Inoltre, la gestione dell’esplorazione e della progressione pensata a mappe e zone ricorda fortemente quella del capolavoro di Jenova Chen e, in generale, la sensazione che si avverte durante l’esperienza è decisamente più ludica, più giocosa del perfetto ritmo narrativo e visivo regalatoci da Journey. Forse questo è uno degli elementi di maggior rilievo, in senso critico, del primo titolo di Giant Squid: schematizzare l’infinito in livelli è impossibile, e il tentativo si avverte come limitante, tanto da causare spesso un distacco emotivo.

Eppure, in Abzû ritroverete esaltato come in pochi altri giochi il concetto di infinito. Dopo una corsa tra i flutti di una corrente marina, verrete proiettati con tutta la forza possibile nel bel mezzo di spazi impossibili da coprire con la vista: massicce distese d’acqua all’interno delle quali persino una megattera sembra irrilevante. Un brivido vi farà trasalire quando, in un buio più profondo della notte, incontrete creature impossibili da immaginare nelle fantasie più sfrenate di Lovecraft. Tutto ciò è possibile anche grazie alle scelte di design dello studio di sviluppo, che rinuncia alla ripetizione ludica e alla sfida, annullando il game over e trasformando quello che sarebbe presto diventato l’incontro con una IA priva di potenza evocativa, in splendidi e terrificanti scorci di vita marina.

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Brividi.

Come da tradizione del direttore creativo, visivamente l’esperienza è una delle più potenti e ricche mai viste: la varietà di colori, suoni e situazioni è incredibile, e la fluidità è il concetto fondamentale su cui si sono concentrati in Giant Squid, esattamente come avvenuto con Flower e Journey. Accompagnarsi a una creatura nei suoi percorsi intorno alla foresta di alghe, schizzare fuori dall’acqua nuotando insieme a un delfino, disegnare motivi geometrici incrociando la nostra danza con quella di una balena: a patto di non ricercare in alcun modo sfida e competizione, il gameplay di Abzû sarà in grado di stupirvi e divertirvi in modi e tempi che pochi altri giochi riescono a ottenere.

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Colori, luci e movimento: è tutto calibrato alla perfezione nell’esperienza subacquea creata da Giant Squid.

Abzû, però, non è solo esplorazione e metafora, ma anche narrazione. Una narrazione esclusivamente visiva e interattiva, semplice come richiesto dall’oggetto della storia, ma potente nel modo in cui viene scoperta dal giocatore. Mosaici, rovine, simboli e architetture fatiscenti raccontano più di quanto sembra: bisogna solo cercare di lasciar emergere il filo conduttore dell’intera esperienza, di volta in volta, di livello in livello. La ricompensa che il gioco ci offre non è un banale potenziamento del personaggio, o un nuovo livello che perde di significato nel momento stesso in cui concludiamo la nostra esperienza: il gioco ci concede il dono di scoprire mitologie di civiltà e realtà perse nella memoria, chiedendoci solo il sacrificio di interessarci e approfondire.

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Pezzi di storia dimenticata, che potremo scoprire solo esplorando con attenzione e interesse.

Al netto di alcune sessioni troppo schematiche e ludiche, anzi forse necessarie per poter restituire una libertà esplorativa adatta all’obiettivo del direttore creativo, Abzû è un’esperienza magnifica, in grado di trasportarvi negli oceani più profondi e nei laghi più docili per tutto il tempo che riterrete necessario dedicargli. Abzû è mito, scoperta, movimento e stupore. Affrontate quest’esperienza liberi da preconcetti e stereotipi relativi al videogioco, e tuffatevi in quello che sarà sicuramente uno dei titoli più interessanti di quest’anno.

Abbiamo potuto giocare Abzû grazie a un codice gentilmente offertoci dagli sviluppatori.

Claudio Cugliandro

Anche se ama parlare solo di titoli indipendenti e di dissonanze, in realtà il suo passatempo preferito è sparare agli alieni insieme agli amici. Fondatore di Deeplay.

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