Il fanservice erotico: uno stacco sul seno e addio empatia

Potrei raccontare lo stesso episodio cambiandone ogni volta il titolo, e il risultato sarebbe sempre uguale. La scena: momento incredibilmente profondo, dialoghi scritti benissimo e doppiaggio perfetto. Accompagnamento musicale che rende più soffocante il groppo in gola, e poi… Stacco sui seni del personaggio femminile — un'inquadratura lunga, terribilmente lunga.

E addio empatia, addio profondità, addio maturità del medium, addio coerenza. Addio tutto.

Nei videogiochi, questo tipo di fanservice risulta, a mio avviso, forse il freno più grande che impedisce al medium di sdoganare definitivamente le proprie qualità agli occhi di chiunque.

Quando sopra dicevo che il fanservice erotico è tutto un altro paio di maniche rispetto all'erotismo, non dicevo tanto per dire. Sono cresciuto con tanti anime che mi hanno lasciato qualcosa. Mai nessuna di queste opere regalava scene di nudo immotivate, come oggi avviene ininterrottamente.

Ad oggi non mi viene in mente nessun videogioco in cui la componente erotica sia presente senza essere gratuita. Nel caso specifico dei videogiochi, mi sento di escludere l'utilizzo del fanservice come stratagemma per incrementare le vendite. Basta guardare i numeri mediocri che titoli quali Senran Kagura realizzano in Occidente.

Per moltissimi giocatori, questo non è un problema. Ma per me, e per chi come me non riesce a fare a meno di interrogarsi, Quiet rappresenta un po' il mattone piazzato male su una colonna portante, ciò che dalle fondamenta è capace di tirare giù tutto.

Se penso alle possibilità che questo mondo offre, non posso fare a meno di auspicare un futuro in cui qualsiasi aspetto della natura umana possa venire trattato senza freni e senza imposizioni, ma unicamente con autenticità.

Roberto Grussu

Roberto Grussu

Prima giocavo con passione, ora sono seriamente interessato all'evoluzione del linguaggio. Preferisco l'imperfezione che rende l'opera personale alla perfezione che la rende d'attrattiva.