Cosa rende Mad Max: Fury Road un capolavoro della storia del cinema? Sicuramente, tra gli elementi di spicco, c'è il montaggio. Quella frenetica corsa infinita verso un orizzonte impercettibile, quelle urla violente e feroci, tutto viene inserito, tagliato e montato alla perfezione. Un montaggio del genere è semplicemente impossibile in un videogioco open world. Era dunque lecito aspettarsi di ritrovare l'essenza cinematografica di Mad Max all'interno del videogioco? No. Ma, giocandolo, vi renderete conto che non si poteva scegliere un titolo diverso per questo sorprendente open world.
Mad Max racconta la storia del nostro eroe australiano alle prese con dei folli sopravvissuti dell'apocalisse. Salvatosi per miracolo grazie all'aiuto di Chumbucket, dovrà sopravvivere per ricostruire la sua V8 Interceptor, e fuggire. Il cammino sarà costellato di alleati casuali e d'opportunità. Nessun legame, nessun interesse verso chicchessia se non verso la sua macchina.
Chumbucket, uno dei compagni di viaggio meglio scritti degli ultimi anni, è lo strumento che Avalanche ha usato per dare vita e voce alla vettura di Max. Questo personaggio straordinario, una sorta di Gollum figlio dell'apocalisse, ci investirà di un potere divino, chiamandoci "Santo".
Il mondo di gioco è, semplicemente, un capolavoro. Ogni altura nasconde un segreto che sembra impossibile scoprire in un mondo apparentemente morto. Container che aprono le porte a regni sotterranei, chiese sommerse da cui sciamano gruppi di cannibali, aeroporti tramutatisi in tombe e vecchie petroliere diventate gabbie per scontri automobilistici.
Mad Max è un titolo che è stato immediatamente dimenticato, ma che riserva molte sorprese. Un titolo lontano dalla perfezione, ma fatto da chi conosce molto bene la materia, videoludica e cinematografica.