The Last Guardian

The Last Guardian – Fumito Ueda è pazzo

Ho sempre desiderato un cane, e da qualche anno ne ho uno: si chiama Rum. L'hanno trovato in una via della mia città, Palermo, abbandonato. Da quando l'ho preso con me, mi ha causato molti problemi: è aggressivo e diffidente verso chi non fa parte della famiglia. Nel corso dei mesi, solo io ho guadagnato la sua fiducia. Io, adesso, conosco il suo linguaggio. C'è voluto tempo, cura, attenzioni e impegno. Adesso, Rum è mio fratello. Solo con queste premesse posso spiegarvi perché Fumito Ueda è pazzo.

Fumito Ueda è pazzo, perché queste idee e questi rapporti rimangono al centro della sua poetica da più di quindici anni, e sono la chiave per interpretare le sue produzioni.

L'ultima opera del designer giapponese è inusuale e originale a partire dal concept. In The Last Guardian si racconta di una relazione, quella tra il bambino (noi) e Trico, la bestia che ci accompagnerà durante il nostro viaggio. La storia segue i ritmi e la forza del rapporto: dapprima incespica, si blocca, non sa dove andare. Poi, le piccole stanze del castello si trasformano in un trionfo di guglie, tetti, ponti e orizzonti infiniti.

In molti ci hanno provato a raccontare la coppia e il viaggio: The Last of Us, Bioshock: Infinite. Ma cos'ha di particolare il viaggio di Ueda? I dettagli. L'innovatore è colui che prende lo standard e lo distrugge. Trico guaisce, si ferisce, porta i segni della lotta e, senza il nostro intervento, rimane sanguinante.

In The Last Guardian, ogni animazione è narrazione. Il rapporto con Trico è permesso solo dalle animazioni, tra le più ricche della storia del videogioco. Se nel videogioco tradizionale la progressione ci dà più potenza, qui ciò che progredisce è il rapporto. Un cerchio emotivo che si chiude con un'idea semplicemente folle: raccontare la storia di un legame, in maniera credibile, quasi viva. E c'è riuscito. Il pazzo c'è riuscito.

Sono pazzo di The Last Guardian. Sono pazzo di Fumito Ueda.

Claudio Cugliandro

Claudio Cugliandro

Anche se ama parlare solo di titoli indipendenti e di dissonanze, in realtà il suo passatempo preferito è sparare agli alieni insieme agli amici. Fondatore di Deeplay.it.