Beyond Good & Evil – Il gioco perfetto

Beyond Good & Evil è il gioco perfetto. Lo dimostrano gli ottimi giudizi della critica nel periodo della sua uscita, lo dimostra l’affetto di chi l’ha giocato, e lo dimostra la sua stessa qualità, che gli ha consentito di non risentire dello scorrere degli anni e di risultare estremamente godibile ancora oggi.

La vicenda del titolo si svolge sul pianeta Hyllis, vessato da un’opprimente dittatura militare spacciata, cosa consueta, come nient’altro che una politica di sicurezza e controllo atta a proteggere la popolazione dagli attacchi terroristici della rete IRIS, impegnata in realtà a tentare di smascherare le sinistre macchinazioni del regime e a rivelare ai cittadini la verità dietro chi si nasconde al governo. In questo scenario, Jade e suo zio Pey’j (un maiale antropomorfo difficile da non adorare fin dai primi minuti), solitamente dediti a prendersi cura di un orfanotrofio in cui vivono numerosi bambini la cui esistenza è stata colpita dalla guerra, vengono loro malgrado reclutati dalla Resistenza e coinvolti nella lotta per rivelare al mondo la corruzione che imperversa fra le forze Alpha (l’esercito di Hyllis) e gli oscuri alieni Dom’Z, fautori di devastanti attacchi e sempre più frequenti rapimenti che colpiscono il pianeta.

Le sole premesse sono interessanti, perché se è vero che fin dalle sue origini il videogioco ci ha richiesto di salvare questo o quel regno, questo o quel mondo o l’universo intero, ancora oggi è raro (e decisamente lo era nel 2003) che il soggetto prendesse l’avvio da tematiche politiche, o che le toccasse nel corso dell’evolversi della vicenda. In Beyond Good & Evil il lavoro svolto sulla narrazione è certosino: è dosata alla perfezione, non prende mai il sopravvento sul giocato, non diviene mai tediosa, aggiunge ad ogni passo un tassello in più del complesso (ma non complicato) mosaico che andrà a comporre; accorda con grazia gameplay, cinematiche e narrazione ambientale, e pur toccando tematiche adulte come la schiavitù, la corruzione, il malcontento popolare e la dominazione straniera, preferisce donare al racconto una tonalità più sobria e leggera, stemperando attraverso l’umorismo dei personaggi i momenti più drammatici. Una leggerezza, insomma, che non è difetto ma encomiabile pregio, perché garantisce a chiunque di avvicinarsi al titolo e di godersi la storia.

Beyond Good & Evil - il primo boss

L’utilizzo dei colori è encomiabile.

A rafforzare questa presa di posizione ci pensa anche l’aspetto grafico: Beyond Good & Evil appare su schermo con delle tonalità da film animato in computer grafica che, pur nella povertà di alcuni sfondi e nella vuotezza di certi scenari, non sfigura nemmeno oggi. Ad averne agevolato l’invecchiamento, in tal senso, è la grande cura riposta nelle animazioni dei personaggi (soprattutto per quanto concerne il volto di Jade) e nella scelta dei colori. Hyllis non appare come un mondo particolarmente allegro, i toni non sono mai accesi e, anzi, l’atmosfera opprimente che pervade l’aria si sente tutta; eppure, il sole che tramonta oltre il faro dell’orfanotrofio, quelle poche note che ci accolgono non appena entrati in casa, o una libellula che fugge a nascondersi tra le fronde di un albero, bastano a provocare una peculiare e inconfondibile sensazione di accoglienza. Ecco, tornare in alcuni luoghi di Beyond Good & Evil fa sentire accolti. Come sia possibile che ciò avvenga in un mondo sotto assedio e dilaniato dai conflitti interni, è la cosa incredibile.

Le missioni affidate dalla rete IRIS a Jade avranno inizialmente a che fare con la raccolta di prove; per fare ciò sarà sufficiente una macchina fotografica, una volta recatisi nel luogo in cui poter documentare le macchinazioni del governo (possibilmente tentando di non farsi scoprire). Macchina fotografica che può essere usata liberamente in ogni momento, per analizzare al meglio lo scenario tramite zoom o per catalogare le specie animali non ancora estinte sul pianeta in uno dei compiti secondari più piacevoli e originali che la storia dei videogiochi ricordi. Avendo a disposizione un open world più riconducibile per struttura e progettazione al genere dei metroidvania (man mano che sbloccherete nuove abilità o componenti per l’hovercraft – il mezzo con cui muoversi per Hyllis – si avrà modo di accedere a nuove porzioni della mappa prima inaccessibili), Jade potrà girovagare per le diverse aree, curiosando in zone off-limits, chiacchierando con la gente per scoprire cosa pensa degli eventi riportati dai notiziari, e dedicandosi alle poche attività collaterali proposte, tutte utili a raccogliere crediti (e perle, l’unica moneta accettata dal garage Mammago) per finanziare la battaglia della rete IRIS.

Beyond G&E fonde le meccaniche stealth all'esplorazione pura

Vietato farsi scovare. Per quanto possibile.

Oltre alle notevoli doti da investigatrice, alla necessità di portare alla luce una verità troppo a lungo sepolta e alle abilità in combattimento, la più grande forza di Jade si riveleranno essere, nel corso della storia, gli alleati che perseguiranno il suo stesso obiettivo. Non solo suo zio Pey’j (ripeto: impossibile non adorarlo), ma anche l’agente sotto copertura Doppia H (<<Carlson & Peeteeeers!>>), l’ologramma Secundo, il coordinatore delle missioni Hahn, la redattrice del giornale stampato dalla rete IRIS Mei, l’ambiguo Occhio di Lince e tutti gli altri.

Non solo l’ampia varietà offerta e il comparto artistico incredibilmente ispirato e originale perfino a quattordici anni dall’uscita, non solo le splendide musiche di Christophe Héral e l’ottimo doppiaggio (anche quello italiano): Beyond Good & Evil è un progetto scritto e diretto da Michel Ancel che, pur rubando e rivisitando a proprio modo frammenti di letteratura, cinema e altri videogiochi, può senza difficoltà essere riconosciuto come videogioco d’autore, concepito quando “il videogioco d’autore” era un concetto ancora poco dibattuto, forse perfino sbeffeggiato. Piccole accortezze come la canzone Propaganda incessantemente trasmessa nel Bar Akuda visitabile una volta giunti in città, sono lì a testimoniarlo.

E il seguito, annunciato ormai troppi anni fa, vedrà mai la luce? Prima dato per disperso, poi dato per cancellato, qualche mese fa rispuntato timidamente. Ce lo dirà il tempo. Certo è che lo stesso Beyond Good & Evil, nelle sue battute finali, afferma di attendere quel seguito tanto quanto i giocatori rimasti da troppi anni senza la compagnia di Jade e Pey’j.

Michel Ancel, abbiamo fede in te.

Roberto Grussu

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