Il piacere di un antipasto ben presentato: Beyond Good & Evil 2

Anche quest’anno, come ogni anno, ho guardato tutte le conferenze dell’E3; e come ogni anno mi ritrovo a pensare a cosa mi abbia colpito maggiormente. Cosa voglio assolutamente giocare, quali sono i titoli che aspetto con più ansia, quali invece mi hanno deluso e, ancora, quali mi aspettavo o non mi aspettavo di vedere. L’elenco che ne consegue è come sempre corposo, ma non voglio annoiarvi con la mia lista della spesa da qui al 2019: voglio raccontarvi una breve storia.

Una storia che parla di ravioli, di sorprese inaspettate, di treni che mi investono a tutta velocità portandomi a fare il giro di un mondo che ancora non conosco ma che non vedo l’ora di scoprire.

Voglio raccontarvi perché l’annuncio di Beyond Good & Evil 2 è stato per me il momento migliore di tutto l’E3 2017.

Tanto per cominciare vi devo raccontare come ho vissuto questo trailer: ero steso sul divano davanti al mio nuovo proiettore. Stavo guardando la conferenza in diretta assieme a un amico in chat su Xbox Live, avevamo impostato il gruppo come privato, non volevamo che nessuno ci rompesse le scatole per nulla al mondo. E a un certo punto…

I neon di un’insegna luminosa con il logo di Ubisoft Montreal scoppiettano e si spengono mentre l’inquadratura scende in quelli che sembrano essere i bassifondi di una città del futuro. Una piccola navicella sfreccia via inseguita da un mezzo della polizia mentre la telecamera si ferma davanti all’ingresso di un ristorante cinese protetto dalle classiche statue in pietra dei Cani di Fo.

Il tutto dura approssimativamente dieci secondi ma il mio cervello sta già viaggiando a mille all’ora e poi improvvisamente RAVIOLI. La prima cosa che penso è che dei ravioli così belli non li avevo mai visti nemmeno in Giappone e che mi stava venendo fame; sono adagiati su un piccolo piatto di legno sul quale si vede l’erba cipollina tagliata finemente e qualche fioglia di quello che sembrerebbe essere prezzemolo, la pasta è lucida e ricoperta di spezie, forse pepe, riesco ad intravedere il ripieno; vicino c’è una ciotola con della salsa e io mi immagino di intingerli per assaporarli al meglio.Non ricordo nessun trailer di un videogioco che come prima cosa mi abbia fatto venire l’acquolina in bocca e col senno di poi chissà, forse è qualcosa di voluto, qualcosa che metta in moto l’appetito, un ingegnoso espediente gastronomico che attiri l’attenzione dello spettatore. Con me ha funzionato alla grande, da quel momento infatti avevo fame di saperne di più: che cosa stavo guardando? Cosa c’era dopo i ravioli?
Sento masticare in modo godereccio e il rumore mi fa venire ancora più fame ma, quando l’inquadratura cambia nuovamente, per qualche motivo mi dimentico dei ravioli e vengo colpito da un’illuminazione. Non so perché, non so cosa me l’ha fatto capire, non so cosa sia scattato nel mio cervello ma mi ritrovo a dire ad alta voce «NO. NO. NOOOOO!». Il mio amico non coglie il motivo della mia eccitazione ma io in qualche modo avevo già capito cosa stavo guardando. Doveva trattarsi di Beyond Good & Evil 2.

«Where’s your master? I don’t deal with domesticated». La voce pastosa e grassa di quello che scopriamo essere un grosso maiale dall’aria piuttosto minacciosa, si rivolge a un nuovo personaggio dalle fattezze di scimmia antropomorfa che risponde in uno slang britannico di cui mi innamoro immediatamente «Hey, the fuck! I ain’t got no masta! But I do have… your little toy».

A questo punto ormai sono assolutamente convinto che si tratti di BG&E2 e comincio a ripetere «È Beyond. È Beyond». Ma è quando la scimmia tira fuori un idolo d’oro a forma di maiale e sento il ciccione esclamare con suina sorpresa e maialesca estasi: «Oooh… PEY’J!» che ottengo la mia conferma e salto in piedi sul divano: è proprio Beyond Good & Evil 2! Il treno dell’hype mi sfonda la porta di casa fischiando e sbuffando, sono assordato e stupefatto e mi aggrappo al primo vagone partendo per un viaggio che dura giusto il tempo del trailer ma che mi sembra lunghissimo: volo via dal ristorante cinese assieme a Knox (così si chiama la scimmia), la vedo saltare sui tetti con un jet pack e già mi immagino con il pad in mano mentre mi arrampico agilmente cercando di scappare dai miei inseguitori. Pochi attimi dopo sono seduto su uno scooter volante guidato da un mio complice e sparo alle navicelle della polizia che ci sono alle calcagna mentre la luce del sole mi mostra una città enorme le cui forme e colori mi ricordano assieme l’India, la Tailandia e la New York immaginata da Luc Besson ne Il quinto elemento. Sono in estasi.

La nostra fuga riesce nel migliore dei modi e ci conduce in un covo nascosto in una vallata nebbiosa in mezzo alle montagne dove ci attendono i nostri compagni di ventura che ci accolgono festanti. Il tesoro che abbiamo sottratto a Zhou Yuzhu (così si chiama il maiale) è un’importantissima mappa stellare che ci indica un punto preciso di un sistema che per ora ci è sconosciuto ma che è sicuramente il posto dove ora siamo diretti per affrontare una nuova entusiasmante avventura. Il nostro capitano, scrutando la mappa stellare, si alza in piedi e, mentre in sottofondo entra piano il tema principale del primo BG&E, vediamo per la prima volta i suoi occhi. Sono verdi. «True freedom lies beyond» è la frase con cui ci saluta. Il covo in cui siamo arrivati è in realtà un’enorme astronave che si leva lentamente verso il cielo per poi scomparire in un batter di ciglia verso l’avventura che presto potremo vivere assieme a tutti loro.

E se non fossimo ancora convinti di ciò che abbiamo appena visto, ecco comparire il titolo della prossima opera di Ubisoft accolto dalle grida e dagli applausi di tutta la sala: Beyond Good & Evil 2 è realtà.

Chi non ha mai avuto occasione di giocare al primo Beyond Good & Evil potrà forse pensare che sono pazzo, che esagero, che alla fine tutto ciò che hanno mostrato è uno stupido trailer in CG in cui non si vede nulla del gioco, e che prima di farmi prendere dall’eccitazione forse dovrei aspettare di vedere qualcosa in più per non rimanere brutalmente deluso. Vi sento, sapete? Forse avete anche ragione. D’altra parte l’industria dei videogiochi ci ha ormai abituato a certe delusioni cocenti *coff* No Man’s Sky *coff*, ma io ho una risposta pronta per voi, anzi due.

Per prima cosa vi faccio notare che per molte persone BG&E è il gioco perfetto e, anche se inizialmente ha ricevuto una a dir poco tiepida accoglienza da parte del pubblico — ma non della critica, che invece lo reputa uno dei migliori giochi di tutti i tempi — con il tempo è riuscito a ritagliarsi uno spazio nei cuori di milioni di appassionati, guadagnandosi in breve tempo il meritatissimo appellativo di cult. Chi invece sa di cosa parlo non può non rendersi conto dell’importanza che questo annuncio ha per tutti gli appassionati di videogiochi, e sicuramente si sarà emozionato nel vedere il trailer e la commozione negli occhi e nelle parole di Michel Ancel.

La seconda risposta si chiama Death Stranding. Finora non abbiamo visto molto della prossima opera di Kojima, ma fin dalle primissime immagini che ci mostravano un Norman Reedus nudo su una spiaggia la rete è letteralmente esplosa per poi impazzire definitivamente con il secondo trailer, in cui i protagonisti erano Guillermo del Toro e Mads Mikkelsen. Vi abbiamo già parlato di quali effetti possa avere un buon trailer sui giocatori e vorrei precisare che io ero tra le persone che si strappavano i capelli con i piedi all’epoca e, sinceramente, non capisco perché con BG&E2 non si possa avere la stessa reazione. In fondo nemmeno Kojima ci ha mostrato nulla, ma quello che ci ha fatto vedere ci è bastato per capire molte cose: che tipo di ambientazione ci dobbiamo aspettare, quali saranno lo stile e i toni del gioco e, cosa più importante, ci ha reso partecipi di un momento di svolta decisivo sia per la carriera di uno dei più grandi game designer di sempre e, forse, per la storia del medium stesso. Ovviamente dopo i trailer ci restano un milione di domande, di aspettative, di sogni; ma sinceramente non vedo cosa ci sia di male in tutto questo. È come andare a cena in un buon ristorante e trovarsi davanti ad un bel antipasto: se rimaniamo positivamente colpiti da quello che mangiamo non c’è motivo di dubitare delle portate successive a meno che non ci si voglia per forza rovinare la cena. Si rischia la delusione? Sì. Ma a volte è anche bello timbrare il biglietto, accomodarsi in prima classe e farsi trasportare dal treno dell’hype verso destinazioni ignote.

Un piccolo appunto per chiudere: al momento il gioco è in sviluppo da tre anni, ma buona parte di questo tempo è stata impiegata per mettere a punto la tecnologia necessaria per poi costruire effettivamente il gioco. Di conseguenza la parte di programmazione vera e propria è appena iniziata. Ecco spiegato perché ciò che ci hanno mostrato era un trailer in CG (comunque bellissimo). Probabilmente, al prossimo E3 vedremo qualcosa di più, un altro trailer, forse un gameplay vero e proprio, ma dubito che il prodotto finale vedrà la luce prima del 2019.

A proposito, è spuntato fuori un video in cui Michel Ancel ci racconta un po’ il gioco mostrandoci le primissime immagini in-game e, devo dire, promette davvero bene.

Datemi un pad e vi conquisterò qualsiasi mondo. Sempre che il gioco duri poco.

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