The Franz Kafka Videogame – Un valzer malinconico e surreale

Franz Kafka non è stato soltanto scrittore di cupe metafore e precursore del surrealismo. È stato anche un inarrestabile erotomane, un paranoico convinto di essere considerato mentalmente instabile, un ebreo proto-anarchico e, a detta di molti, una persona estremamente tranquilla e dotata di uno spiccato senso dell’umorismo. È su questa contraddizione interna che si basa il gioco del designer Denis “mif2000” Galanin — già responsabile del videogioco ispirato a Shakespeare Hamlet or the Last Videogame with MMORPG Features, Shaders and Product Placement del 2012 — distribuito da Daedalic Entertainment intitolato molto semplicemente The Franz Kafka Videogame.

Franz Kafka

Come già detto, l’obiettivo principale che si pone The Frank Kafka Videogame è creare una biografia ibrida dello scrittore, ponendosi a metà strada tra la bibliografia e la vita. Nel corso del gioco, infatti, possiamo assistere a una compresenza di elementi tratti dai romanzi, come il protagonsta, un ipnotista chiamato K come il personaggio principale de Il Castello, e altri che invece riguardano la sfera privata di Kafka, come Felice, l’unica donna che l’autore abbia mai veramente amato. Tutto si fonde cancellando il confine in una miscela che fa del tratto comune a tutti gli elementi un’ancora, un punto di riferimento tanto stilistico quanto narrativo. Il risultato è delirante e apparentemente sconsclusionato. Un viaggio suggestivo e surreale nell’arte e nell’essere di un uomo complicato quanto i suoi lavori, accentuato da un gusto estetico coerente e funzionante che evoca quel nuovo vintage contemporaneo che tanto amano artisti come Wes Anderson. Galanin ci accompagna in un percorso metaforico denso, seguendo il passo malinconico dei valzer che puntellano le due ore di gioco, che — come veniva detto a riguardo degli scritti di Kafka — «rappresenta una vicenda per “dire altro”; ma questo “altro” resta indecifrabile e dunque indicibile»¹.

Scegliere di far ruotare l’impianto ludico attorno a un perno formato da rompicapi ed enigmi per sorreggere il sentiero tematico e narrativo risulta quasi una scelta naturale e dimostra come Galanin, oltre che a essere un profondo conoscitore del mondo letterario, possegga anche discrete capacità di game design. Una scelta e un’esperienza che però ripagano a metà: sebbene, infatti, il grosso dei puzzle sia interessante e utile a enfatizzare il valore metaforico del gioco, alcuni di essi portano il giocatore alla frustrazione entro poco tempo.
Capire se la colpa sia di mif2000 o del giocatore è difficile. Pertanto, non mi sento di dare un giudizio e puntare il dito contro l’eccesso di zelo posto dal designer nel creare gli schemi o nella mancanza di una qualche base da parte del giocatore, sia essa nella risoluzione degli enigmi o nella comprensione dei temi. Resta però la sensazione che forse la ricerca di una componente frustrante e disorientante, la sensazione insomma di capirci molto poco di tutto quello che sta accadendo, sia volontaria. Seguire una via alternativa nel videogioco sembra una prerogativa irrinunciabile per Denis Galanin; che questa cosa funzioni o meno varia a seconda della persona che si avvicina ai suoi lavori.

Franz Kafka

Uno degli errori più comuni che un giocatore fa avvicinandosi a un’opera è pensare che questa rappresenti in maniera completa la vita e la psiche di chi l’ha realizzata. Un comportamento del genere, da parte di chi utilizza, è comprensibile, esattamente come, per chi realizza, è naturale chiudere delle porte del proprio essere ad altri. Denis Galanin ha tentato di raccontare simultaneamente l’uomo e l’opera senza soluzione di continuità, in un dialogo libero che sfrutta i caratteri di entrambe le parti dello scrittore praghese, restituendo al giocatore un puzzle game surreale, contorto e metaforico ma al tempo stesso soffice e tranquillo. The Franz Kafka Videogame è un ottimo esempio di come anche il videogioco possa soddisfare il bisogno di raccontare biografie unendo la sfera lavorativa e artistica e quella più intima e vissuta di una persona e tentando di cancellare preguidizi e convizioni con un stile estetico proprio e originale.

Fonti

Luperini R. – Cataldi P., La scrittura e l’interpretazione: storia della letteratura italiana nel quadro della civiltà e della letteratura dell’Occidente, Volume 3, Palumbo, 1999, p. 363

Luca Parri

Videogiocatore anomalo: più interessato al contesto che al contenuto. Perde ore a guardare i caratteri usati e l'HUD in un videogioco. Ossessionato dalla teoria GNS.

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